
Introduzione
La sfida tra Grado e APU si chiude con un netto 14-71 a favore delle ospiti, risultato che fotografa con chiarezza il diverso momento di crescita delle due squadre, sia dal punto di vista fisico sia da quello tecnico.
Per le nostre ragazze è stata una gara complicata, affrontata contro un gruppo abituato ad allenarsi con grande continuità e intensità. Nonostante il punteggio, la partita diventa un riferimento importante per capire dove stiamo lavorando bene e su quali aspetti serve insistere in allenamento.
Primo quarto
Nel primo quarto APU parte forte, imponendo subito ritmo e fisicità in entrambe le metà campo. Le nostre faticano a reggere l’uno contro uno, sia con palla sia lontano dalla palla, e concedono diverse conclusioni facili alle avversarie.
In attacco, Grado fatica a occupare correttamente le spaziature “5 fuori” e spesso l’esecuzione si ferma sul primo passaggio. Nonostante le difficoltà, Luce Orlandini trova le prime soluzioni al ferro, mostrando coraggio nel penetrare contro difensori più pronte fisicamente. Olivia Colussi e Sally Troian provano a dare una mano nel palleggio, ma la pressione difensiva di APU mette spesso in crisi il trattamento della palla.
Secondo quarto
Nel secondo quarto l’inerzia rimane saldamente nelle mani di APU, che continua a correre in contropiede e a sfruttare la maggiore resistenza e velocità, frutto di un lavoro strutturato che porta a ritmi e automatismi molto diversi rispetto al nostro attuale standard.
Grado prova comunque a reagire: Emma Quero e Maddalena Bonato si mettono in evidenza per l’impegno difensivo, cercando di contenere meglio gli 1c1 e di ruotare con maggiore attenzione. Lisa Sciacca si spende con generosità a rimbalzo, cercando di sporcare qualche linea di passaggio e di proteggere il pitturato. Iris Paladino e Giovanna Fabbian si fanno trovare pronte nel seguire le indicazioni dalla panchina, soprattutto nel posizionamento difensivo.
La produzione offensiva rimane limitata, ma si intravedono piccoli passi avanti nell’uso del palleggio e nel tentativo di alzare lo sguardo prima del passaggio.
Terzo quarto
Dopo l’intervallo APU riprende a macinare gioco con continuità, dimostrando non solo atletismo ma anche solidità tecnica: precisione nel tiro, buona sensibilità di mano e capacità di giocare a ritmo alto per lunghi tratti. Grado paga in particolare la scarsa abitudine alla fatica e alla velocità di esecuzione.
In questo parziale si vede però la crescita di Nora Gobato, che prova a rendersi utile con energia sulle linee di passaggio e nel dare supporto alle compagne in difesa. Colussi e Troian trovano ancora qualche iniziativa offensiva, mentre il resto del gruppo continua a cercare con fatica ma con impegno le giuste posizioni sul perimetro.
Quarto quarto
Nel quarto periodo la partita è ormai indirizzata, ma per Grado resta un’occasione per continuare a lavorare sugli obiettivi di giornata: attenzione difensiva, occupazione degli spazi in attacco e tentativo di alzare la qualità del trattamento di palla.
Orlandini continua a essere il principale riferimento offensivo, andando ancora a segno e cercando il canestro con determinazione. Sciacca, Quero, Bonato, Paladino, Fabbian e Gobato chiudono la gara provando fino all’ultimo a mantenere un atteggiamento positivo, nonostante il punteggio pesante. La disponibilità a lottare fino alla sirena è il primo mattone su cui costruire i miglioramenti futuri.
Conclusioni
Il 14-71 finale racconta di un divario importante, ma va letto dentro un contesto chiaro:
- APU si allena 4 volte a settimana per 2 ore, con una presenza vicina al 98%: ciò si traduce in grande forza atletica, resistenza, velocità, reattività e solidità tecnica in entrambe le fasi di gioco.
- Grado lavora attualmente con 3 allenamenti settimanali da 1,5 ore e una presenza media del 52%: il gruppo è ancora indietro sul piano fisico (poca resistenza, poca velocità, poca reattività, salti limitati) e tecnico (difesa individuale non ancora corretta con e senza palla, difficoltà nell’occupazione delle posizioni “5 fuori”, trattamento di palla incerto, tiro con poca sensibilità e equilibrio di corpo da costruire).
La partita contro APU diventa quindi un termometro prezioso, non un semplice risultato da guardare con sconforto. Lo staff ha già introdotto degli adattamenti al lavoro in palestra. Questa sconfitta pesante, letta nel modo giusto, è un punto di partenza per un percorso di crescita, non un punto di arrivo.
Marcatori di giornata
Luce Orlandini – 8 punti
Olivia Colussi – 2 punti
Sally Troian – 2 punti
Maddalena Bonato – 2 punti
