Pallacanestro Grado, una sconfitta che non spegne il cuore: contro APU Udine serve ancora crederci

Introduzione
Si chiude con il punteggio di 48-69 la gara di andata delle semifinali regionali tra Pallacanestro Grado e A.P.U. Udine, ma dentro questa partita c’è molto di più del risultato finale. Di fronte c’era una squadra fortissima, fisica, profonda e capace di imporre fin da subito il proprio ritmo. Eppure Grado, pur partendo male e finendo anche in pesante svantaggio, ha saputo reagire con carattere, restando aggrappata alla partita con orgoglio e determinazione. Adesso il ritorno di lunedì sarà durissimo, perché recuperare venti punti contro un’avversaria del genere sembra quasi impossibile, ma questo gruppo ha il dovere di provarci fino in fondo.
Primo quarto
Parziale: 10-23
L’avvio è stato tutto in salita per i ragazzi gradesi, partiti sotto 0-7 contro un’A.P.U. Udine aggressiva, intensa e subito molto efficace su entrambi i lati del campo. Grado ha faticato a trovare fluidità offensiva, pagando la fisicità degli ospiti e qualche difficoltà iniziale nel contenere le loro iniziative. Nonostante questo, la squadra non si è disunita e ha provato fin da subito a restare dentro la partita con energia e sacrificio.
Secondo quarto
Parziale: 22-43
Nel secondo periodo Grado ha avuto il merito di non arrendersi. Anche nei momenti più difficili, i ragazzi hanno continuato a lottare, riuscendo a produrre la miglior reazione della loro serata. In un tratto della gara, infatti, i biancoblù hanno trovato la forza di risalire fino al -8, dimostrando che, pur contro una squadra superiore per struttura e profondità, il divario poteva essere ridotto con intensità, coraggio e cuore. È questo l’aspetto più bello del secondo quarto: la capacità di restare vivi mentalmente.
Terzo quarto
Parziale: 29-59
Dopo l’intervallo, APU ha nuovamente alzato il livello, sfruttando centimetri, corsa e rotazioni per riportare la gara su binari molto complicati per Grado. Il margine è arrivato anche fino ai 30 punti, e lì sarebbe stato facile lasciarsi andare. Invece i ragazzi gradesi hanno continuato a giocare, a rincorrere ogni pallone e a non mollare sul piano dell’atteggiamento. È stata una frazione dura, ma anche un passaggio in cui si è visto quanto questa squadra sappia soffrire insieme.
Quarto quarto
Parziale: 48-69
Nell’ultimo quarto Grado ha avuto una reazione d’orgoglio importante. Pur con la partita segnata nel punteggio, i ragazzi hanno continuato a spingere, trovando energie nervose per chiudere con maggiore convinzione e rendere meno pesante il divario finale. Nonostante un palese errore arbitrale che priva anzitempo la squadra di uno dei suoi leader, Grado non molla. Il 48-69 con cui si chiude gara-1 non cambia la difficoltà della missione, ma lascia comunque un messaggio chiaro: questa squadra non smette di lottare. E in vista del ritorno è proprio da qui che bisogna ripartire.
Conclusioni
Il risultato dice che servirà un’impresa, e sarebbe inutile fingere il contrario. Lunedì nel ritorno contro A.P.U. Udine recuperare 21 punti sarà difficilissimo, soprattutto contro una formazione che ha già dimostrato per tutta la stagione di essere una delle più forti in regione. Però il basket giovanile vive anche di energia, di fiducia e di partite giocate con il cuore. Grado dovrà andare a Udine con questo spirito: senza paura, senza rimpianti e con la volontà di dare tutto fino all’ultimo possesso. Perché quando una squadra ha grinta vera, il punteggio dell’andata pesa, ma non può mai spegnere del tutto la speranza.
Tutti i convocati
Lorenzo Rosa si è caricato sulle spalle gran parte del peso offensivo della squadra, chiudendo con 23 punti e provando a tenere accesa la partita anche nei momenti più complicati.
Giacomo Benati ha aggiunto 13 punti e ha lottato come sempre con personalità, cercando soluzioni e presenza in una gara in cui ogni possesso era durissimo da costruire.
Riccardo Campestrini ha firmato 12 punti, restando in campo per tutta la partita e dando un contributo importante anche a rimbalzo, dove ha chiuso con 10 rimbalzi complessivi.
Samuele Giurissa non ha trovato punti a referto, ma ha garantito minuti, attenzione e disponibilità al servizio della squadra, provando a dare equilibrio in una serata molto fisica.
Gabriel De Pase ha portato sacrificio e lavoro sporco, restando a lungo sul parquet e cercando di aiutare il gruppo soprattutto nelle situazioni meno appariscenti ma fondamentali.
Rejan Sulejmani ha dato il suo apporto nei minuti in cui è stato chiamato in causa, mettendo presenza e partecipazione dentro una gara molto intensa.
Mattia Sponza si è fatto trovare pronto nei suoi minuti in campo, entrando con l’atteggiamento giusto e con la volontà di dare una mano ai compagni.
Simone Lugnan era a disposizione e ha fatto parte del gruppo con lo spirito giusto, condividendo da compagno vero una sfida di altissimo livello.
Matej Petrovic ha vissuto la partita da dentro il gruppo, pronto a sostenere i compagni in una serata difficile ma importante per la crescita collettiva.
Risultati – Federazione Italiana Pallacanestro – Federazione Italiana Pallacanestro

