Introduzione
Perteole – Grado termina 59-48 (19-17, 7-10, 16-16, 17-5), una gara affrontata dai lagunari con una panchina cortissima e diverse assenze pesanti: fuori Coser, Gimona e Guzzon, coach Caterini è costretto a ridisegnare rotazioni e gerarchie. Per l’occasione viene richiamato l’“eterno” Vecchiato, classe 1970, e convocato il giovanissimo 2010 Gabriele Lugnan, contro una squadra di ragazzi che corre per quaranta minuti. Nonostante i pronostici sfavorevoli, Grado resta pienamente in partita fino agli ultimi 5 minuti, quando il parziale decisivo di Perteole indirizza la sfida.
Primo quarto (Perteole 19 – Grado 17)
La partita comincia bene per Grado, che trova la via del canestro con buona continuità contro la difesa avversaria. La scelta iniziale di difendere a uomo funziona: viene limitato il contropiede di Perteole, costretto più spesso a giocare a difesa schierata.
In attacco si mette subito in evidenza Marusig, che trova con continuità soluzioni efficaci dal campo e si conferma punto di riferimento offensivo. Accanto a lui lavora bene Lugnan A., che alterna iniziative personali e letture per i compagni, tenendo alto il ritmo della manovra. Importante anche il contributo di Longo, che si fa trovare pronto sugli scarichi, e di Codarin, bravo a sfruttare gli spazi vicino a canestro.
In difesa, Sirotich dà intensità sulla palla e lotta su ogni possesso, contribuendo a contenere l’esuberanza fisica degli avversari. Zacchigna offre minuti preziosi, garantendo solidità e ordine nelle rotazioni difensive. Il primo quarto si chiude sul 19-17 per i padroni di casa, con Grado pienamente dentro la gara.
Secondo quarto (Perteole 7 – Grado 10)
Nel secondo periodo i falli iniziano a pesare e Grado è costretto ad abbandonare la difesa a uomo per passare a una difesa a zona. La transizione difensiva funziona, il rientro è rapido e Perteole fatica a trovare tiri comodi.
La zona permette di sporcare le linee di passaggio e qui l’intelligenza tattica di Codarin e Longo si nota in modo particolare: chiudono bene l’area, proteggono il ferro e aiutano a rimbalzo. Marusig continua a colpire, risultando il terminale offensivo principale, mentre Lugnan A. gestisce i ritmi con grande lucidità, alternando gioco interno ed esterno.
Sul perimetro Zacchigna offre intensità e qualche buona iniziativa in attacco, tenendo sempre alta l’attenzione difensiva. Minuti importanti anche per Frasson, che porta fisicità, aiuta a rimbalzo e non si tira indietro nei contatti, contribuendo a dare fiato ai compagni più utilizzati.
Grado vince il periodo 10-7 e va all’intervallo lungo avanti di un punto nel computo dei quarti (complessivo 26-27 per Grado), con la sensazione di poter restare in partita fino in fondo.
Terzo quarto (Perteole 16 – Grado 16)
Nel terzo quarto si prosegue con le stesse indicazioni tattiche: difesa a zona e grande attenzione alla transizione. La gara resta equilibrata, ma arrivano due episodi chiave: l’infortunio di Vecchiato e il quarto fallo di Sirotich.
Vecchiato, richiamato per l’occasione, offre finché è in campo la sua solita dose di esperienza, comunicazione e presenza difensiva; il suo infortunio lo costringe però a non rientrare, togliendo una pedina importante in termini di letture e carisma. Sirotich, gravato di falli, deve gestire i minuti, rendendo complicate le rotazioni e limitando l’aggressività difensiva sulla palla.
In attacco Marusig continua a essere un problema irrisolto per Perteole grazie alla sua produzione da 18 punti, mentre Lugnan A. firma conclusioni pesanti e mantiene fluidità nella manovra, risultando il cervello della squadra. Longo e Codarin restano protagonisti silenziosi ma imprescindibili, portando punti, energia e presenza a rimbalzo.
Il parziale di 16-16 racconta un equilibrio totale: Grado tiene botta, ma lo sforzo inizia a farsi sentire su una panchina già corta.
Quarto quarto (Perteole 17 – Grado 5)
Nel quarto periodo si decide tutto. Si va per il “tutto per tutto”: Sirotich torna in campo in quintetto nonostante i 4 falli, mentre Lugnan A. continua a prendersi la regia del gioco. L’agonismo di Sirotich, unito alla lucidità del play, permette a Grado di volare fino al +6 a cinque minuti dalla sirena, completando anche un parziale di 5-0 che sembra poter indirizzare la partita.
Poi arriva la svolta negativa: l’uscita per falli di Sirotich toglie alla squadra uno dei principali riferimenti difensivi e di energia, mentre la stanchezza, frutto di rotazioni limitatissime, inizia a presentare il conto. La difesa concede qualche tiro troppo comodo e Perteole sfrutta l’occasione per rientrare rapidamente, prima accorciando lo svantaggio e poi sorpassando.
L’attacco di Grado si inceppa: le percentuali calano, si fatica a costruire buoni tiri e le letture diventano sempre più complicate contro una difesa avversaria rinvigorita. Nel finale Perteole firma un durissimo 17-0 che ribalta completamente l’inerzia e porta il risultato sul definitivo 59-48.
Conclusioni
La partita nasceva con tutti i pronostici contro, considerando le assenze pesanti e una panchina ridotta all’osso. L’obiettivo dichiarato era restare in partita il più a lungo possibile e, da questo punto di vista, la squadra ha risposto: Grado è rimasto pienamente in corsa fino agli ultimi cinque minuti, pagando alla distanza la stanchezza e i problemi di falli.
Marusig chiude con 18 punti, dimostrandosi il leader offensivo della serata e la principale arma realizzativa dei nostri.
Lugnan A. ne aggiunge 11, guidando la squadra con personalità e lucidità in regia, soprattutto nei momenti più complessi.
Longo, autore di 7 punti, conferma la sua affidabilità, risultando prezioso sia in attacco che in difesa.
Codarin porta in dote 6 punti e tanta presenza dentro l’area, mettendo fisico, rimbalzi e sostanza in entrambe le metà campo.
Nonostante lo zero a referto, Vecchiato dà un contributo importante in termini di esperienza e leadership finché resta in campo, prima dell’infortunio che lo costringe a chiudere in anticipo la sua partita.
Zacchigna, con i suoi 2 punti, offre minuti di qualità, difesa attenta e buone letture, dimostrandosi utile nelle rotazioni sul perimetro.
Frasson, pur senza andare a segno, dà energia, lavoro sporco e fisicità, caratteristiche fondamentali in una serata con così poca rotazione disponibile.
Il giovanissimo Lugnan G., convocato per l’occasione e indicato come classe 2010, non entra in campo (NE), ma la sua presenza in panchina segna un primo passo importante nel percorso di inserimento nel gruppo senior e nel suo futuro sviluppo.
La squadra esce sconfitta ma non ridimensionata: resta il rammarico per il crollo finale, ma anche la consapevolezza di aver retto il confronto a lungo in condizioni oggettivamente complicate.
Risultati – Federazione Italiana Pallacanestro – Federazione Italiana Pallacanestro
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